Fuori porta

scritto da Paulus
Scritto Ieri • Pubblicato 17 ore fa • Revisionato 17 ore fa
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Testo: Fuori porta
di Paulus


Quel tardo pomeriggio feci due passi fuori del centro abitato, dove si estendono agri pianeggianti appena arati, le zolle rivoltate brune sono appesantite dalla pioggia che nei giorni passati e già da una settimana era scrosciata incessantemente come una maledizione. La brezza a volte mozzava il fiato per il tanfo esalante dallo stallatico ammucchiato ai crocicchi delle sterrate e che presto sarebbe stato sparso sui fondi non ancora concimati. Stormi di rondoni solcano il cielo il loro garrito aspro ha un certo che di torvo e lugubre. Dalla via maestra che serpeggia tra file di pioppi seguendo le tortuosità della superficie si diparte un camminamento che si addentra fino al lecceto; a circa cinquanta metri sul lato destro torreggia una targa ormai illeggibile "Locanda del bardo". Sul patio antistante chiuso da un parapetto scalcinato ammassi di foglie e tavole rustiche di legno divorate da muffe e funghi. E seggiole, le gambe rastremate e le traverse posteriori fracassate. L'impressione è quella dell'abbandono dell'incuria, e il presentimento dell'agonia di uno stato comatoso che prelude alla morte. La mongolfiera fende il cielo cinerino in balia dei flussi d'aria. Lontano appena tratteggiato il treno a stantuffo manda un saluto di fumo bianco che aggomitolandosi semina una scia schiumosa.

Fuori porta testo di Paulus
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